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La fantasia perversa dei genitori non ha limiti.

In Brasile ci sono persone chiamate Oferenda Recusada (cioè ‘offerta rifiutata’), Madeinusa e Usnavy (la Marina statunitense), Magnesia Bisurada, Necroterio (ossia ‘obitorio’), Placenta, Produto do Amor Coniugal. E poi Nostradamus, Waterloo, Ben Hur, Rei da Televisão e ancora a fine 900 bambini chiamati Xerox, Nausea, Colapso Cardiaco, Marafona (che vale ‘prostituta’) e composti imbarazzanti come Saddam Hussein, Michael Jackson, Liza Minnelli e Concetta Trombetta Diletta. Mentre Clay Cassius, Robert Kenedy, Steve Wonder e Allan Dellon, varianti sul tema, sono giovani calciatori.

Ma in Cina si è superato ogni limite, con alcuni bambini battezzati @ e basta. Il fatto è che in cinese la chiocciola delle e-mail si chiama ai-ta, e la pronuncia è simile al corrispondente di “amarlo” in dialetto. Ora il governo ora ha proibito questo nome.

E qui e là emergono censure onomastiche: per esempio in Messico sono stati rifiutati dal Registro civile Terminator, Circumcision, Traffic, James Bond e Facebook.

In Francia è stato impedito ai genitori di chiamare i figli Nutella e Fraise; in Germania sono stati vietati Osama Bin Laden e Adolf Hitler.

Meno prevedibilmente, in Portogallo, è stata impedita la registrazione del nome Tom: le anagrafi pretendono Tomas; il governo richiede alle famiglie che i loro bambini siano legati alla cultura e alla tradizione ed evidentemente i diminutivi americanofili non dovrebbero farne parte.

In Svezia è stato censurato il nome scelto per il figlio, 43 lettere e numeri, quasi un doppio IBAN, nonostante l’insistenza dei genitori che puntavano sull’espressività e l’artisticità della loro pseudocreatura onomastica.

Tutto questo e altro viene raccontato nell’ultimo numero (2016-1) della «Rivista Italiana di Onomastica» edita da SER ItaliAteneo.