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Marta e Martina non hanno nulla in comune: il primo è orientale e significa ‘principessa’, il secondo è il femminile di Martino, seguace del dio Marte nell’antica Roma (Martino equivale però a Marco, che nasce da una riduzione di Marticus, con lo stesso significato).

Le Eva meno giovani risultano spesso Evelina. I due nomi vengono usati l’uno come diminutivo dell’altro, ma non sono imparentati. Evelyn è inglese antico e vuol dire “ringraziamento” per un desiderio esaudito. Eva è nome ebraico, interpretato come “madre dei viventi”.

Lo stesso vale per Enzo, che non è il diminutivo di Vincenzo o Lorenzo, ma la traduzione del tedesco Heinz, un accorciamento di Heinrich. Dunque Enzo è un piccolo ‘Enrico’, che vuol dire ‘potente in patria’.

 Neppure Rosa e Rosalia sono legati. Rosalia viene dal francese antico Roscelin, di significato oscuro. Ed è il femminile di Rosolino.

E Mario non è il femminile di Maria, la “amata” in ebraico. È nome etrusco e forse indicava una carica sacerdotale.