NOTA! QUESTO SITO UTILIZZA I COOKIE E TECNOLOGIE SIMILI.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per leggere l'informativa sulla privacy clicca su leggi informativa.

Il nome di donna per eccellenza, nel mondo occidentale, è da secoli Maria. Oggi per le nuove nate non è più popolare: 12º a Napoli, 21º a Palermo, tra la 30ª e la 40ª posizione a Torino, Milano, Bologna, fuori dai primi 50 a Roma. Nessuna Maria è nata nel 2012 a Livorno, Ferrara, Messina, Mantova, L’Aquila, ecc.

In realtà i nomi mariani sono centinaia. È vero, anche per Annunziata, Assunta, Concetta, Immacolata, Carmen, Addolorata e Dolores, nel XX secolo diffusi soprattutto del Sud, i tempi sono difficili. Lo stesso vale per quelli tipici di una sola città (o quasi): i messinesi Letteria e Tindara, il palermitano Catena, il cagliaritano Bonaria, il reggino Consolata...

Ma altri nomi riguardanti la Madonna si affacciano alla grande ribalta: Miriam, versione ebraica di Maria. Mariam, variante araba. Mia, diminutivo svedese e danese entrato poi in inglese. E Stella: Maria è per tradizione la Stella Maris, da cui anche Maristella. Secondo San Girolamo, anzi, Maria deriva dall’ebraico mar yam, cioè goccia di mare.

Nessun nome è stato studiato più di Maria. E i significati proposti sono innumerevoli. Dall’egiziano, “l’amata”. Dal siriaco, “signora”. Ancora dall’ebraico, “amarezza, dolore”.

Di tutti questi nomi e di altri 1300 si parla nel libro della SER “Onomastica mariana. Dizionario dei nomi ispirati alla Madonna”, appena uscito.