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Isabella ha una storia curiosa. Sembrerebbe Isa più Bella, invece corrisponde a Elisabetta. Il nome ebraico Elisheba è composto di El ‘Signore’ e sheva = 7, inteso come numero perfetto.

Dunque: “Dio è perfezione”. In greco è divenuto Elisabeth. In spagnolo le lettere iniziali si sono perse e la terminazione è passata da et a el. E così è rimasto Isabel, nome reso celebre dalla regina di Castiglia, cui gli italiani hanno aggiunto la vocale finale.

In Italia Isabella non ha mai raggiunto altissime frequenze, al contrario del diminutivo Elisa e di Isabelle in Francia. Ma da qualche anno Isabella, proprio la voce in italiano, è tra le prime 3 negli Stati Uniti. Un caso? No, perché le classifiche americane (da cui dipendono le canadesi, le australiane e spesso le inglesi) sono piene di nomi femminili nostrani. Ecco alcune posizioni: Sofia 18ª (con Sophia, grafia inglese, 1ª davanti a Emma), Anna 35ª, Gabriella 37ª (non la spagnola Gabriela né la francese Gabrielle), Arianna 49ª, Stella 62ª, Gianna 73ª, Aria 91ª; seguono 101ª Maria, 117ª Liliana, 119ª Natalia, 136ª Clara, 145ª Eliana, 148ª Valeria, 149ª Adriana e così via. E ciascun nome assegnato a migliaia di bimbe.

Ci lamentiamo spesso dei nomi stranieri in Italia e invece stiamo colonizzando l’onomastica all’estero.