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È quasi pronto per le stampe, nella collana “L’arte del nome”, il nº 7 della serie, “Come ha detto che si chiama? Dizionario dei cognomi più curiosi e imbarazzanti, bizzarri e infamanti”. Ce n’è per tutti i gusti...

Si tratta di due dizionari distinti, nello stesso libro. Il primo si occupa delle bizzarrie onomastiche, e si va da Abborito, Agnolotti, Allegorico e Alzalamira fino a Verbigrazia, Vistato e Zampironi.

L’altro, ancor più ricco di nomi, elenca e spiega invece i cognomi ingannevoli, quelli cioè che significano qualcosa di diverso da ciò che sembra e inoltre molti nomi di famiglia che, proprio perché mal compresi, vengono pronunciati con accento sbagliato. Qui si va da Abbandoni, Abbrescia, Albera e Alcuni a Vetrioli, Vinai, Volo, Zagaglia, Zanne, Zappalà, Zecca, Zerbini e Zero.

Inoltre varie pagine sono dedicate a smontare alcune false credenze sui cognomi. Per esempio che de” o il “di” davanti al cognome segnalino nobiltà; che i nomi di città indichino un cognome ebreo; che la principale caratteristica dei cognomi italiani sia la “i” finale; che qualsiasi cognome derivi da un unico primo antenato; che la trasmissione del cognome di padre in figlio sia imposta e regolata da specifiche leggi, ecc.