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Il volume di Francesco Sestito I nomi di battesimo a Firenze (1450-1900). Dai registri di Santa Maria del Fiore un contributo allo studio dell’antroponimia storica italiana, edito da SER ItaliAteneo nella collana dei “Quaderni Italiani di RIOn”, è così presentato nella prestigiosa rivista “Lingua nostra” dall’illustre italianista Massimo Fanfani:

«Dopo i lavori di Olof Brattö apparsi più di mezzo secolo fa, questo di Sestito è il primo contributo di grande rilievo sull’onomastica fiorentina e certo resterà a lungo come base di riferimento e modello per lavori simili. Finora gli studiosi si erano concentrati soprattutto sui nomi fiorentini antichi: Sestito ne traccia invece una panoramica complessiva, condotta con metodo ben calibrato su una considerevole e rappresentativa massa di dati, desunti prevalentemente dai registri dei battezzati dell’Archivio della Cattedrale di Firenze, che partono appunto dal 1450

«Su tali registri l’analisi è condotta per campionature di anni ed è dettagliatamente presentata attraverso tabelle (per maschi e femmine, con nomi e varianti disposti secondo la frequenza) accompagnate da schede riassuntive con osservazioni sul contesto generale, sulle tendenze evolutive, su ogni particolarità o eccezione di rilievo. La seconda ampia parte del volume costituisce invece una trattazione storica sui nomi di battesimo dal Medioevo – o, per esser precisi, dalla “rivoluzione” del primo Trecento col crollo delle forme germaniche e immaginative e la convergenza su un ristretto numero di agionimi – a oggi, trattazione che è centrata ovviamente su Firenze, ma che nello stesso tempo intende abbracciare tutta la realtà italiana. Infatti Sestito, pur fondandosi sui dati fiorentini che ha accuratamente analizzato nella prima parte, li raffronta di continuo con quelli che emergono da altre realtà, sia in Italia che, per il secolo XIX, fuori.

« In questo modo si ha non solo un quadro, utile anche quando è abbozzato e parziale, della consistenza areale dei nomi di battesimo, ma si possono rintracciare meglio le origini di certe tendenze e incidenze onomastiche, le modalità del loro irradiamento, le ragioni dell’estinguersi o dell’affievolirsi di mode e tradizioni. Perché l’intento principale che anima la ricerca è quello di puntare a ricostruire, per quanto possibile, le motivazioni sottostanti alle scelte onomastiche, ricollegando ogni nome di battesimo alle vicende storiche e culturali della sua epoca e alla mentalità di coloro che lo imposero.

«Il lavoro, pregevole per finezza di giudizio e profonda sensibilità storica, si segnala anche per le osservazioni teoriche e metodologiche: a questo proposito, fra le altre cose, è notevole l’ultimo capitolo, dove si cerca di precisare il concetto di “moda onomastica”».