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Venerdì 26 febbraio la Comunita “San Carlo” ai Castelli Romani, dove sono passati circa 35 mila giovani con problemi di droga e dove attualmente gli ospiti sono 60, ha ricevuto l’inattesa e sorprendente visita di Papa Francesco.

Il pontefice è tornato a parlare di come sconfiggere la droga e promuovere l’uomo, proprio nel cuore dei programmi terapeutico-educativi avviati da don Mario Picchi (1930-2010) alla fine degli anni 70.

 

“San Carlo”, fu aperta nel 1979 e porta il nome di Karol Wojtyla il quale donò al Centro Italiano di Solidarietà di don Picchi la villa in cui si è sviluppata la comunità. L’incontro con Papa Francesco ha accesso nuovamente l’interesse per le strutture e i gruppi che sostengono l’accoglienza e il reinserimento sociale di persone tossicodipendenti.

 

Il CeIS ha operato in tutto il mondo e proprio a Buenos Aires, la città di Papa Bergoglio, avviò e diresse negli anni 80 una grande scuola di formazione per operatori di comunità.

 

Alla storia di don Mario e del CeIS, compresa la comunità San Carlo, sono dedicate le pagine del libro di Enzo Caffarelli “Per chi vuole seguire il vento a piedi. Il lessico della fragilità e della solidarietà di don Mario Picchi”, che esce in questi giorni per la SER.