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Molti si chiedono che origina abbia il cognome Eco. Nella mitologia greca Eco è il nome di una ninfa delle montagne mentre nel lessico italiano indica la replicazione di un suono. Ma come avrebbe potuto questa parola trasformarsi in un cognome? Un caso non facile, che proprio Umberto, che non si vergognava delle proprie origini, aveva risolto.

Eco è infatti un acronimo – E.C.O. – attribuito a tavolino a suo nonno, un trovatello. Lo studioso era convinto di essere l’unico a portarlo fin quando una lettrice del “Nome della rosa” non gli ha scritto per dirgli che anche lei si chiamava Eco e per sapere se c’erano legami tra di loro. Anche suo nonno era un trovatello, ma di Napoli. Ma com’era possibile che due impiegati comunali, uno a Napoli, l’altro ad Alessandria, città natale di Umberto, avessero avuto la stessa idea? Mistero.

Poi – ha raccontato l’Eco più famoso – un amico che lavorava alla Biblioteca Vaticana sui nomi degli ebrei del Seicento è capitato per caso su una lista delle espressioni utilizzate in ambito ebraico per designare i trovatelli. Una di esse era “Ex Coelis Oblatus”, cioè “donato dal cielo”, ossia E.C.O.