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• Direttore, le piace il nome Aldo?

Sì, mi piace, due sillabe, facile, non tanto comune, eppure abbastanza consueto, non eccentrico. È il nome di mio nonno paterno; il mio nome completo è Aldo Ugo Maria, Ugo è il nonno materno, Maria è in onore della Madonna.

Tutti noi Vitali abbiamo come ultimo nome Maria. Da bambino poi mi piaceva che il mio nome iniziasse con la A: purtroppo il cognome faceva sì che nelle classi di scuola, dalle elementari fino al liceo, fossi l’ultimo all'appello.

 

• Se potesse fare a cambio, quale sceglierebbe?

Mi piacerebbe Lorenzo, come il mio scrittore preferito (Laurence Sterne).

 

• Perché ha chiamato Bianca sua figlia?

È un nome bellissimo, evoca un colore bello e ha un bel suono, è noto ma non tanto comune (almeno nel 1991), è il titolo di un film di Nanni Moretti che amo, è il nome della protagonista di una canzone di Raf che mi piace da matti, Interminatamente e che era prima in classifica proprio quando Bianca è nata. Sono amico di Raf e anche lui ha chiamato (in seguito) la figlia Bianca.

 

• A quale nome associa la più bella canzone?

A Bianca, per Interminatamente.

 

• E il più bel sorriso?

A Maria, una delle alternative che avevo per Bianca (le altre erano Rosa, Nina e Olivia)

 

• Nel mondo dello spettacolo il nome conta di più o di meno rispetto a mezzo secolo fa?

Credo che conti molto, più o meno come una volta. Faccio un esempio in negativo: oggi c’è un giovane cantante molto bravo e dai suoni modernissimi. si chiama Andrea Nardinocchi: credo che quel cognome per lui sia un po’ una palla al piede.

 

• Qual è un nome d’arte particolarmente indovinato?

Così al volo mi viene da dire Ringo Starr. 

 

• Se ha avuto animali in casa, come e perché ne ha scelto i nomi?

Ho sempre avuto e ho dei cani. Le attuali, due jack russell a pelo ruvido, si chiamano Nina e Zoe. Ho avuto anche una Rosa, tanto per far capire che le figlie che non ho avuto hanno dato i nomi ai miei cani (Zoe l’ha scelto invece Bianca, mentre io avrei voluto chiamarla Pluta). Pochi mesi fa è morto Bobo, un golden retriever chiamato così come diminutivo di Er Bomba (era il più grosso della cucciolata di Rosa), nome tramutato in Bobo perché da cucciolo un giorno mi scappò dal guinzaglio ed era passata una settimana dall'attentato alle Torri Gemelle. Mi misi a chiamarlo urlando «Bomba, Bomba!», scatenando il panico ai giardini. Bobo per un breve periodo ha avuto un cambio di nome, perché Bobo Vieri (sono interista) passò al Milan. In quel periodo Bobo venne ribattezzato Figo (sempre per motivi nerazzurri) ma lui faceva finta di non capire. Quando Vieri se n’è andato dal Milan, Figo è ritornato Bobo.

 

• Ha mai dato un nome ai veicoli che ha posseduto?

Sì, alla mia prima auto, una R4 Renault senza alcun accessorio e coi sedili uniti e un po' scomodi e perciò ribattezzata Sparta. 

 

• Nel suo settimanale ha dato spazio all’onomastica: perché?

Perché ho letto un libro strepitoso di Enzo Caffarelli, “Dimmi come ti chiami e ti dirò perché”. E ho pensato che poiché tutti abbiamo un nome e un cognome, ai milioni di lettori di Sorrisi sarebbe potuto interessare saperne di più. Soprattutto se nel trattare l’argomento si unisce sapienza a humor.