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«L’importanza di chiamarsi Dell’Omodarme». Un libro racconta la storia del calcio italiano e internazionale attraverso nomi e cognomi dei giocatori. Da Martiradonna a Cuccureddu.

È questo il titolo della pagina di «Sette», settimanale del «Corriere della Sera», il 1º aprile 2016, dedicata a un libro della collana SER “L’arte del nome”.

Scrive Antonio D’Orrico (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.): «Marekiaro, il soprannome che hanno dato a Marek Hamsik, è il più bel soprannome dal punto di vista linguistico e onomastico degli ultimi dieci anni. Lo afferma Enzo Caffarelli che in materia di nomi, cognomi e soprannomi, è un’autorità assoluta, come sa chi conosce i suoi libri o, almeno, la bella rubrica che il professore tiene su «Tv Sorrisi & Canzoni». Uno dei libri di Caffarelli è dedicato appunto ai calciatori: “L’onomastica nel pallone”, sottotigolo «Quello che non sapete sui nomi e i cognomi dei calciatori», edizioni Ser. Ed è una delizia».

D’Orrico rivela alcune curiosità, come la parentela onomastica tra Riva e Rivelino, avversari nella famosa finale Italia-Brasile di Messico 70, o il significato di alcuni cognomi curiosi: Martiradonna legato non tanto a una donna martire quanto alla martora, il roditore; Cuccureddu = cucuzzolo e Dell’Omodarme, ossia discendente di un soldato.

A proposito, l’ala juventina degli anni 60, Carlo Dell’Omodarme, ha sempre giocato con il numero sette, come riserva prima di Gino Stacchini e poi di Erminio Favalli.