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A Sandro Piccinini va riconosciuto il merito di aver introdotto alcune novità linguistiche nelle telecronache. Con le esclamazioni eccitate come “traversa clamorosa!!!” (ma esiste una traversa ... normale?), “proprio lui!!!” (e se fosse stato un altro?), “mucchio selvaggio” (mai un mucchio addomesticato...), “flipper impazzito” (esisterà un flipper saggio?), “rete incredibile!!!” (beh sì, qualcuna è... credibile), “non va!”.

Con l’ormai inflazionato e superimitato “numero!”, un tempo abbinato a un dribbling, uno stop, un tocco davvero magico, oggi buono per ogni movimento riuscito: tanto che per le cose fuori dell’ordinario è diventato indispensabile un aggettivo: “gran numero!”.

Ma il nome di Piccinini è almeno da vent’anni legato alla sciabolata. Tutti sanno di che si tratta: niente di più che un lancio alto e lungo un po’ a rientrare. Nel tempo si è avuta una specializzazione delle sciabolate. Accanto all’unica iniziale, ora ribattezzata “sciabolata classica”, vi sono la “sciabolata lenta”, la “sciabolata tesa”, la “sciabolata orizzontale”, la “sciabolata trasversale”, la “sciabolata profonda” e via dicendo. Qualunque sia poi la forza e la direzione del lancio, se effettuata nell’ultimo minuto di gioco prende automaticamente il nome di “sciabolata disperata”.